Giffoni

LINK: dodici giorni di connessione totale

Dodici giorni indimenticabili, dodici giorni ancora “in decantazione” per i nostri ragazzi, una valanga di emozioni che li ha travolti, in una “girandola” di proiezioni, incontri, attività, esperienze. Lasciando a loro qualche giorno per elaborare i tanti momenti vissuti, proverò a fare un resoconto, certamente parziale e sintetico, di questa nostra partecipazione al Giffoni Film Festival.


Comincerò proprio dai film, belli, di qualità, frutto di una selezione di 2200 film visionati; lungometraggi e cortometraggi che, partendo dal tema dell’anno, Link, hanno affrontato i diversi e complessi aspetti del mondo dei bambini e dei ragazzi. Nella sezione generator +16, quella cui appartenevano i nostri studenti, le opere in concorso hanno toccato temi riguardanti il rapporto genitori-figli, l’amicizia e le relazioni tra pari e nel gruppo, l’influenza del mondo virtuale, i problemi della solitudine, della malattia, della violenza e del disadattamento. Un mondo descritto a 360 gradi, non monolitico, né tanto meno stereotipato, bensì raccontato da punti di vista diversi, perché diverse sono le vicende narrate, le ambientazioni descritte, la collocazione sociale e la personalità dei protagonisti. Diverse, infine, anche le sensibilità e il percorso artistico di registi e attori, spesso giovani e talentuosi, certo alla ricerca di riconoscimenti, ma soprattutto desiderosi di sperimentare nuove forme artistica di comunicazione.
Direttamente proporzionale alla qualità dei film, è stato il livello del dibattito e degli interventi dei giurati, un pubblico serio ed esigente, formato da ragazzi preparati e motivati che hanno saputo porre domande ed elaborare analisi e riflessioni “di spessore”, spesso provocando lo stupore di registi, attori e produttori presenti in sala.
Se Giffoni è cinema, cinema di qualità, come evidenziato sopra, altro elemento portante di questo Festival è la dimensione dell’incontro; anzi potremmo dire che Giffoni è esperienza di incontro. Per i nostri studenti incontro innanzitutto con le famiglie e i ragazzi che li hanno ospitati, “coccolati”, accuditi con l’attenzione, la premura, il calore che contraddistingue le persone che vivono al sud, e tutto questo nonostante il poco tempo a disposizione per stare assieme, per conoscersi.
Ancora e in particolar modo, va sottolineato l’ incontro fra 3300 bambini e ragazzi presenti qui al Festival come giurati, provenienti da 51 nazioni coinvolte: uno scambio continuo di culture, di lingue, di esperienze. Molti i momenti trascorsi assieme, non solo quelli in sala, legati alle proiezioni di film, ma anche quelli delle ore pomeridiane trascorse al parco Hollywood, giocando, mangiando assieme, chiacchierando distesi sul prato. Inoltre le serate, in particolar modo quelle a tema, quest’anno ispirate ad mondo di Henry Potter, o di Grease, o dedicate al 150° Anniversario della nascita dello Stato italiano; momenti di festa in cui i ragazzi hanno cantato e ballato assieme, si sono travestiti e abbigliati, dando sfogo a tutta la loro creatività. Infine le serate trascorse in trepidante attesa della proiezione delle anteprime di film come Harry Potter e i doni della morte-Parte II, I pinguini di Mister Popper, Grease, Il Signore dello zoo, Lo schiaccianoci in 3 D, Almeno tu nell’universo. E ancora la proposta di spettacoli teatrali e di danza, di concerti, di readings d’autore e di mostre d’arte, la proposta di laboratori per bambini, gestiti dagli sponsor all’interno degli spazi della Cittadella del Cinema, ma anche per le vie e nelle piazze del paese.
Ancora Giffoni è incontro con ospiti illustri e famosi nel mondo del cinema, personaggi del calibro di Paolo Bonolis, Valeria Golino, Luciana Litizzetto, Edward Norton, Hilary Swanc, Luiss Homar, Matteo Branciamore, Barbara De Rossi, il trio Aldo Giovanni e Giacomo, Ezio Greggio, Jovanotti,Vittoria Puccini, Ascanio Celestini, Rocco Papaleo, Paola Cortellesi, Willwoosh, Canesecco, Lino Banfi, Andrej Konchalovskij e altri ancora , con i quali i giurati hanno avuto modo di dialogare, confrontarsi, porre domande che andavano anche al di là del mondo del cinema per arrivare ai grandi temi legati al senso più profondo della vita e dell’esperienza umana.
La dimensioni dell’incontro è stata vissuta anche nel continuo confronto e contatto con Claudio Gubitosi, l’ideatore del Festival, e con tutto il suo staff, costituito da persone capaci di gestire con grande professionalità una macchina organizzativa articolata e complessa, ma soprattutto sempre attente ai bisogni e alle esigenze dei bambini e dei ragazzi.
Infine anche l’incontro con le realtà locali ( i rappresentanti delle Amministrazioni comunali, provinciali, regionali), quelle dell’Associazionismo (Amnesty Internetional, Legambiente, Telefono Azzurro, Actionaid, per citarne alcune) e dell’imprenditoria (Giotto, Erreplast, Alitalia, Sony, Arrex, Inail…), la conoscenza di un territorio ricco di testimonianze del passato ( gli scavi di Pompei, la città di Salerno, quelle visitate) e di bellezze paesaggistiche (il Vesuvio, la Costiera amalfitana), l’ informazione su temi e problematiche di natura sociale e ambientale (il riciclaggio, l’infanzia e la povertà…)
In conclusione “si respira aria buona a Giffoni”, un’atmosfera costruita da tutto quanto qui brevemente raccontato, un clima di amicizia e relazione che ho potuto vivere assieme ai miei ragazzi, un’esperienza che aiuta i nostri bambini, i nostri giovani a credere in se stessi e nel loro futuro e invita noi adulti a guardare e considerare con più attenzione e fiducia le nuove generazioni. Non a caso il tema annunciato per la prossima edizione del Festival è FELICITA’.

Patrizia Bolzonello
docente accompagnatrice e responsabile progetto Cinema e…
 

"Tutto finisce"
Così come il motto dell'ultimo capitolo di Harry Potter vuole chiudere definitivamente la saga, le lacrime concludono la quarantunesima edizione del Giffoni Film Festival: un'esperienza istruttiva quanto entusiasmante ed emozionante. Il 21 Luglio è arrivato il momento dei saluti e non sono mancati i momenti di commozione che hanno coinvolto tutti i ragazzi del festival. Il giorno successivo all'aeroporto di Napoli abbiamo realizzato che la nostra avventura era volta definitivamente al termine. Auguro a tanti altri giovani di fare la nostra stessa esperienza perché il festival è fatto dai ragazzi per i ragazzi, ed in questo mondo ci sentiamo tutti più liberi e più felici; è un luogo in cui impari senza sapere di imparare. Abbiamo conosciuto persone fantastiche, che hanno reso le nostre giornate ancora più magiche. Le celebrità che abbiamo incontrato ci hanno trasmesso messaggi di forte umanità e rispetto del prossimo, che porteremo sempre con noi. Un ringraziamento sentito a tutti coloro che ci hanno permesso di partecipare al festival e ci hanno sostenuto durante questo percorso: sponsor, comune, staff di Giffoni, scuola... Semplicemente: GRAZIE.

Federica Piccirilli

Un’esperienza fantastica e unica, niente può sostituirla: il GIFFONI FILM FESTIVAL.
Tutto nasce da una proposta della prof., ossia formare un gruppo cinema per approfondire vari aspetti del mondo cinematografico e non solo. Ecco, la mia “Giffoni experience” nasce così, con il mio nome dato alla prof. per curiosità verso il cinema e verso Giffoni. Ma solo 8 fortunati avrebbero avuto la possibilità di partecipare al festival del cinema, e dopo giorni di estenuante attesa, la decisione finalmente è stata presa: ero una giurata giffoniana della sezione generator +16! Una grande emozione, felicità ed entusiasmo mi travolsero dopo quella decisione tanto sofferta. Poi i giorni passarono velocemente, senza rendermi conto che la data fissata per la partenza era dietro l’angolo; infatti il 10 luglio arrivò, così come l’inizio del festival del cinema per bambini e ragazzi più importante al mondo.
Quel giorno subito sentii la stanchezza delle poche ore di sonno, ma era un piccolo prezzo da pagare per avere qualcosa d’indescrivibile che tutti i ragazzi amanti del cinema dovrebbero provare.
Essere giurati ha la sua la sua importanza, ma comporta anche senso di responsabilità: per entrare nei luoghi della Cittadella del Cinema, compreso il giardino Hollywood, meta dei nostri momenti di relax, bisognava far vedere il badge, inoltre, al mattino, in fila, entrando nella sala Truffaut per la proiezione dei film in concorso, era obbligatorio segnalare la presenza: anche solo questi semplici aspetti di vita quotidiana mi facevano sentire importante, sotto ogni punto di vista.
Il Giffoni Film Festival offriva l’incontro con ospiti d’eccezione, come per esempio Paolo Bonolis, Paola Cortellesi, Edward Norton, Hilary Swank e molti altri; però la cosa più bella in assoluto del Giffoni è stato l’aver fatto amicizia con ragazzi provenienti da altre città italiane, ma anche da città situate in ogni parte del mondo! Aver parlato con un ragazzo di Chicago è stato straordinario, un’ emozione grandissima, quasi indescrivibile!
Per questo Giffoni Film Festival è amato da qualsiasi ragazzo o ragazza, indipendentemente dalla nazione di provenienza, perché attraverso le immagini in movimento del cinema mette in comunicazione varie culture, crea incontro fra aspetti ambientali, culturali, storici, psicologici totalmente diversi, nessuno escluso; insomma per ogni amante del cinema Giffoni è il tesoro che ciascuno dovrebbe trovare!

Lucia Tomè

 

L’OPERA, GLI OSPITI, LA GIORNATA: TUTTI I GIORNI LA DIRETTA DA GIFFONI

Con questo spazio vogliamo farvi partecipi di quanto stiamo vivendo a Giffoni, raccontandovi dei film in programmazione, degli incontri con gli ospiti e di tutte le esperienze e le attività che vengono proposte ai giurati, e non solo, qui al Festival. Insomma vogliamo costruire con questi brevi e sicuramente incompleti pezzi (qui il tempo per “scrivere “o fare qualunque cosa con calma davvero manca)una sorta di “diario di viaggio” o meglio “una cassa di risonanza”, perché quanto stiamo vedendo e vivendo (nel cinema il confine fra i due termini non esiste) diventi patrimonio condiviso con tutto il nostro Istituto; è infine per noi anche un modo per ricambiare la fiducia di quanti, in modi diversi, ci hanno a permesso di vivere questa straorinaria esperienza.


BREVE SINTESI DEI PRIMI GIORNI

E’ il terzo giorno per noi ragazzi dei licei Pujati di Sacile al Giffoni film festival. L'apertura ufficiale del festival è stata anticipata da una maratona interamente dedicata ad Harry Potter, iniziata l'11 luglio. Dodici ore no stop durante le quali i ragazzi hanno avuto modo di vedere i primi 5 film della saga. Il sesto film e la prima parte del settimo sono stati invece proiettati nella mattina del 12 luglio. Nel pomeriggio c'è stato l'incontro con Valeria Golino e Paolo Bonolis, che si sono intrattenuti con i ragazzi rispondendo alle loro domande con grande interesse. A seguire due bravissime acrobate e quattro trampolieri si sono esibiti in uno spettacolo il cui tema era la contrapposizione tra il bene e il male che ha aperto ufficialmente il Giffoni Film Festival. In serata la tanto attesa anteprima di "Harry Potter e i doni della morte II" in 3D per la quale i ragazzi si sono vestiti a tema dimostrando grande impegno spesso con ottimi risultati. Sullo sfondo di questa favolosa anteprima abbiamo un favoloso concerto jazz della Marching Jazz Band - conservatorio musicale di Salerno “G. Martucci”.

 

LE GIORNATE: 13,14,15,16 lUGLIO

GLI OSPITI

Ed ecco, dopo una stremante attesa, l’intera sala Trauffaut totalmente piena di ragazzi in fibrillazione, in attesa di incontrare i due personaggi dello spettacolo internazionale e non, che nel pomeriggio del 13 luglio 2011 hanno risposto alle domande di noi ragazzi delle giurie generator + 13 e +16.
Vi starete chiedendo chi mai fossero questi due ospiti d’eccezione che “si sono prestati” o per meglio dire resi disponibili a chiarire le nostre curiosità e i nostri dubbi riguardo il loro mondo, sia esso il cinema, il teatro e la televisione. Lei, una grande artista italiana, comica, attrice e autrice. Lui, uno dei più grandi attori hollywoodiani degli ultimi anni. Erano Luciana Litizzetto ed Edward Norton.
La tensione iniziale ha presto lasciato il posto all’entusiasmo tanto che al termine delle due ore a nostra disposizione per l’intervista, molti ragazzi ancora non avevano esaurito le loro curiosità. Ma il tempo, qui al Giffoni Film Festival, corre fin troppo veloce e dobbiamo affrettarci a raggiungere, al parco Hollywood, la festa di benvenuto organizzata proprio per noi giurati.

DIARIO DI BORDO: L’OSPITE A SORPRESA!
Nel pomeriggio di una domenica “giffoniana”, preceduta da una lunga dormita per recuperare le ore di sonno mancate, noi ragazzi ci siamo ritrovati nella sala Truffaut pronti ad accogliere l’attesissimo ospite a sorpresa che il Giffoni Film Festival ci ha riservato: l’unico ed inimitabile Lorenzo Cherubini, in arte JOVANOTTI!
Inutile definire le nostre emozioni nel vederlo attraversare il red carpet per poi dedicarsi a noi ragazzi di generator +13 e +16.
Subito il nostro insostituibile “palco-man” Malio presenta a noi giurati il cantautore, rimasto piacevolmente sorpreso dalla nostra accoglienza.
Fin dalle prime domande ci siamo resi conto che Jovanotti non risponde semplicemente ai nostri quesiti, ma inserisce in ogni frase la sua poesia di parole e sentimenti che portano al successo le sue canzoni.
Alla fine del nostro incontro, un po’ dispiaciuti dal fatto che non ci abbia intonato almeno un ritornello, a malincuore ci siamo dovuti salutare ed uscire dalla sala per continuare la nostra esperienza qui a Giffoni.

 

LE GIORNATE 17,18,19 LUGLIO

GLI OSPITI

JOVANOTTI

Nel pomeriggio di una domenica “giffoniana” preceduta da una lunga dormita per recuperare le ore di sonno mancate, noi ragazzi ci siamo ritrovati nella sala Truffaut, pronti ad accogliere l’attesissimo ospite a sorpresa che il Giffoni Film Festival ci ha riservato: l’unico ed inimitabile Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti!
Inutile definire le nostre emozioni nel vederlo attraversare il red carpet per poi dedicarsi a noi ragazzi di generator +13 e +16. Subito Malio (Il nostro insostituibile “palco man”) presenta a noi giurati il cantautore, rimasto piacevolmente sorpreso dalla nostra accoglienza. Fin dalle prime domande ci siamo resi conto che Jovanotti non risponde semplicemente ai nostri quesiti, ma inserisce in ogni frase la sua poesia di parole e sentimenti che portano le sue canzoni al successo. Alla fine del nostro incontro, un po’ dispiaciuti dal fatto che non abbia intonato un ritornello, a malincuore, ci siamo dovuti salutare e continuare la nostra esperienza qui al Giffoni.

PAOLA CORTELLESI

Lunedì abbiamo avuto il piacere di incontrare Paola Cortellesi, porta bandiera femminile dell’attuale comicità italiana al cinema, a teatro e recentemente anche nel piccolo schermo nell’impeccabile ruolo di presentatrice e spalla di Claudio Bisio a Zelig. La Cortellesi è arrivata alla cittadella nel pomeriggio e, dopo l’intervista con i media ed il red carpet, ha partecipato all’incontro con i giurati generazione +13 e +16 nel teatro principale dove, con un grande sorriso, ha risposto alle domande postele dai ragazzi.
Paola ha raccontato della sua passione per la recitazione emersa già dai primi anni di vita, dello studio in accademia, e di genitori che non l’hanno incoraggiata in quest’ardua impresa, ma che l’hanno lasciata tuttavia rincorrere (e raggiungere!) il suo sogno. Parlando di comicità ci hanno colpito le sue parole, di chiara influenza pirandelliana: “Far ridere è una cosa serissima anche perché è proprio dai drammi quotidiani che prende vita l’umorismo.”

VITTORIA PUCCINI

Tra gli ospiti italiani più attesi quest’anno c’era anche Vittoria Puccini. In tutta la sua bellezza e freschezza, la Puccini è venuta ad incontrare i giurati nel pomeriggio di mercoledì: molto emozionata per il video (Welcome to Giffoni), preparato dai ragazzi, ed estremamente solare, a dispetto di chi la immaginava snob dietro alle telecamere. Vittoria non ha studiato recitazione e il suo talento è probabilmente frutto di una dote innata e dell’esperienza. Tuttavia ha suggerito a chi vuole intraprendere questa carriera di non rinunciare ad una buona preparazione scolastica. Nell’intervista si è inevitabilmente parlato a lungo della sua collaborazione con il regista Muccino, che ha ricavato il meglio di Vittoria nel bellissimo film “Baciami ancora”.

ASCANIO CELESTINI

Definire il personaggio è cosa quanto mai ardua, a partire dal suo aspetto fisico, assolutamente particolare, dalla suo modo di presentarsi, non presenzialista, quasi defilato, se confrontato con quello di tanti personaggi anche presenti qui a Giffoni. Autore e attore teatrale, Celestini è anche l’artista che, assieme a Paolini, ha portato in Tv un teatro “di narrazione”, “di affabulazione”, basato su un lavoro di ricerca sul campo relativa a eventi e questioni legate alla storia recente, ma anche all’immaginario collettivo. Una delle sue opere più famose “Fabrica”, del 2002, racconta cinquant’anni di storia operaia attraverso tre generazioni ed è il frutto di un interesse e di numerose ricerche e incontri che Celestini per 2 anni ha realizzato con operai, contadini e minatori. Fra le numerose sollecitazioni offerte al pubblico +13 e +16 di Giffoni, l’artista ha affrontato il tema del complesso rapporto con una TV che si pone sempre più come un “media dittatoriale”, dove lo spettatore ha un ruolo passivo e dove i condizionamenti sono sempre più pesanti e tuttavia, sostiene Celestini in coerenza con le sue scelte artistiche “…abbandonare la TV a chi la gestisce in modo tirannico è un errore …quando siamo riusciti a entrare in Tv era come “assaltare il fortino”..perchè la comunicazione è anche questo!”

 

FILM IN CONCORSO

SIMPLE SAIMON di Andreas Ohman (Svezia, 2010, 90’)

Riferimento affettivo forte della vita di Simon non sono i genitori, persone assenti e stressate, ma il fratello maggiore Tom, il quale va a vivere assieme alla fidanzata di lui, NOME), Ma il menàge a tre diventa difficile e complesso fino a quando la situazione irrimediabilmente precipita e Frida se ne va, abbandonando Tom. A questo punto quanto era stato minuziosamente predisposto e pianificato precipita nel caos. Simon, a sua volta confuso, vuole che tutto torni alla normalità, per questo egli si assume il compito di trovare una nuova ragazza per l’amato fratello. Ed ecco che le parti si invertono: Simon, a suo modo, si farà carico della situazione di Tom: troverà una ragazza adatta al fratello, ma, si sa, i sentimenti non seguono logiche, né tanto meno rispondono a logiche matematiche o fisiche, e questo diventerà il punto di partenza per una trasformazione che coinvolgerà personaggi e situazioni.
13/07/2011

 

YELLING TO THE SKY di Victoria Mahoney (USA, 2011, 99’)

La proiezione di oggi prevedeva la visione di un film americano che non affrontava le classiche tematiche dei lungometraggi hollywoodiani, ma voleva descrivere uno spaccato della realtà americana e occidentale poco raccontata dalle grandi produzioni cinematografiche commerciali. Lo sforzo compiuto della newyorkese Victoria Mahoney, al suo primo lavoro come regista, sceneggiatrice e produttrice di lungometraggi, è quella di raccontare queste realtà di violenza, attingendo alla propria esperienza personale e ambientando la vicenda nella periferia della tipica città statunitense.Nel suo film “Yelling to the sky”(urlando al cielo), si narra la storia della vita non troppo dolce di Sweetness O’ Hara, la protagonista diciassettenne; in famiglia le manca l’affetto, mentre a scuola è vittima di violenze perpetrate dalla banda di Latonya, una teppista della zona.

In realtà il film ha anche un altro “protagonista”: il dolore. Sweetness, in una casa dove il padre è alcolizzato e la madre, affetta da depressione, scappa di casa portando con sé la sorella maggiore, sarà l’unica a sopportare quel dolore da cui gli altri membri della famiglia sembrano scappare; percorrerà fino in fondo quel dolore arrivando fin quasi all’annientamento di sé e ritrovando alla fine sé stessa e i suoi affetti.

La regista ci propone quindi un nuovo atteggiamento verso il dolore che è parte essenziale della vita, al pari della felicità.
14/07/2011


SUBMARINE di Richard Ayoade (UK/USA, 2010, 97’)

Raffinato, ma forse anche eccessivamente complesso per noi generator +16, il film è focalizzato sul personaggio Oliver Tate, un precoce e introverso ragazzo di 15 anni alle prese con due grossi problemi: salvare il matrimonio dei suoi genitori e fare i conti con un’ esuberante pulsione sessuale che lo spinge a flirtare con Jordana Bevan, ragazza complicata e dalla spiccata personalità.
In questo film il regista (attore, sceneggiatore e regista di molte serie TV, e qui al Giffoni con il suo primo lungometraggio di finzione) ha voluto offrire uno spaccato molto profondo delle ansie e dei timori adolescenziali che spesso portano noi ragazzi a sentirci, di fronte alla realtà che appare sempre più complessa, tanto inadeguati e ridicoli, quanto onnipotenti capaci di cambiare le situazioni e il mondo.
Curato in ogni minimo dettaglio, il film è stato molto apprezzato da noi ragazzi per la colonna sonora curata da Andrew Hewitt e per la fotografia di Joe Dunthorne. La sceneggiatura, curata dallo stesso regista, è interamente costruita sulla voce narrante: una sorta di monologo interiore del protagonista che commenta le immagini di vita proposte “in stile vintage”: Oliver vive in una casa isolata in collina, non ha né computer, né telefonino, gira i suoi filmati in 8 mm e scrive utilizzando una vecchia macchina da scrivere: e forse proprio questa scelta formale rende l’opera interessante per i cinefili, ma non permette a noi ragazzi di immedesimarci completamente nel protagonista e nella sua storia. Non a caso, durante il dibattito, seguito alla visione del film, la giuria si è fortemente divisa fra coloro ai quali il film non è piaciuto e quanti lo hanno giudicato come il migliore dei film visti in questi giorni.
15/07/2011

 

KING OF DEVIL’S ISLAND di Marius Holst (Norvegia, 2010, 120’)

Sabato 16 luglio al Giffoni film festival è stato proiettato il film “King of devil’s island” per i ragazzi della fascia +16. Il lungometraggio di Marius Holst racconta la storia vera di un carcere per ragazzi, situato nell’isola di Bastoy, in Norvegia, agli inizi del ‘900. Mentre l’Europa era ormai prossima alla prima guerra mondiale, nell’isola situata nel fiordo di Oslo, si consumava una vera e propria tragedia: giorno dopo giorno i giovani detenuti sono vittime di un regime oppressivo e sadico esercitato dalle guardie e dal direttore. L’arrivo del nuovo detenuto, Erling, sconvolge una routine fatta di soprusi fisici e mentali sui ragazzi, che vengono sfruttati come manodopera a costo zero. Il piano è semplice: fuggire di notte grazie alla barca a remi del direttore. Ma nulla va secondo le aspettative, e dopo il suicidio del detenuto C5, Erling scatena una rivolta violenta per riuscire a fuggire.

Il film ha riscosso grande successo tra i giurati, molti dei quali hanno espresso la loro preferenza nei confronti di questo lungometraggio; alcuni, pur ammettendo di essersi emozionati e di trovare il film stupendo dal punto di vista tecnico, hanno ritenuto la trama prevedibile, quasi scontata.
16/07/2011

 

BREATHING di Karl Markovics (Austria, 2011, 93’)

Manca oramai poco alla fine del Giffoni Film Festival e sono ancora tre i lungometraggi che la giuria deve visionare. Quello odierno è stato “Breathing” di Karl Markovics. Il film tratta la storia di Roman Kogler rinchiuso in un carcere minorile. Un passato travagliato lo ha portato a chiudersi in se stesso e ora che potrebbe tornare libero sembra incapace di integrarsi nella società. Dopo diversi tentativi falliti, il ragazzo trova un lavoro presso l’obitorio di Vienna, dove deve affrontare la grande paura di tutti gli uomini: la morte. Il passato riemerge prepotentemente quando Roman si trova dinnanzi al cadavere di una donna che porta il suo stesso cognome. Tormentato dal dubbio che si tratti della madre che l’aveva abbandonato anni prima in un orfanotrofio, Roman inizia una ricerca verso la verità. Solo l’incontro con lei gli permetterà di lasciarsi il passato alle spalle e di affrontare la nuova vita che gli si prospetta davanti.
Il dialogo tra i giurati è stato molto intenso e le opinioni molto diversificate; alcuni ragazzi hanno trovato il film affascinante ed interessante dal punto di vista tecnico e per le metafore usate dal regista, mentre altri hanno espresso dubbi sulla scelta del film tra i selezionati in concorso. Senza mettere in dubbio la qualità tecnica dell’opera, la trama del film è risultata alquanto confusa per molti ragazzi. Chiaro è il collegamento del film con il tema del festival, LINK, il protagonista infatti ha difficoltà ad instaurare legami significativi con il mondo esterno; e quando anche riesce a creare una relazione, questa viene lasciata totalmente in sospeso dal regista e lo spettatore resta “a bocca asciutta”.
 

HERMANO di Marcel Rasquin (Venezuela, 2010, 97’)

Il film visionato da noi giurati il 19 luglio affronta il tema del rapporto fra Daniel, detto Gato e Iulio; si tratta di due fratelli, non di sangue, ma cresciuti assieme in un povero quartire di Caracas, La Ceniza e accomunati, oltre che dal forte legame familiare con la madre, anche dalla passione per il pallone e dal sogno di entrare in una squadra famosa, il Caracas, come calciatori professionisti. I due sono inseparabili da quando Daniel, neonato, è stato trovato abbandonato fra i rifiuti: proprio da qui deriva il soprannome “Gato”, infatti il pianto del bimbo abbandonato aveva attirato Iulio, che lo aveva scambiato per il miagolio di un gatto. La grande occasione per i due fratelli giunge quando un allenatore di calcio nota i due ragazzi durante una partita di calcio e li invita a un provino per entrare a far parte della squadra più famosa della città. Ma l’uccisione della madre durante una sparatoria avvenuta nel quartiere dividerà i due fratelli che si troveranno a dover scegliere cosa conta di più nella vita: la famiglia, la vendetta, il sogno della vita.
Il film è stato ben accolto dalla giuria. Dagli interventi in sala è emersa la peculiarità della sceneggiatura che ha trattato il tema della famiglia visto da più angolature: la famiglia vera e propria, la famiglia intesa come affiliazione mafiosa e infine quella rappresentata come appartenenza alla squadra di calcio; spiazzante inoltre il finale che diventa occasione di riflessione, e di rovesciamento delle parti. Sotto il profilo artistico, poi, i contributi dei giurati hanno evidenziato l’efficacia della colonna sonora, che ha ben supportato i momenti topici della vicenda, l’ambientazione e la rappresentazione realistica dei sobborghi e della vita in Venezuela, caratterizzata da corruzione, violenza, ma anche grande umanità e condivisione. Infine straordinarie secondo il pubblico le numerose scene di gioco del calcio, realizzate attraverso il continuo cambiamento del punto di vista e con l’impiego massiccio della telecamera a spalla, che rende la visione del film coinvolgente ed emozionante.


SUICIDE ROOM di Jan Komasa (Polonia, 2011, 110’)

Alla presenza del regista Jan Komasa e del bravissimo attore, Krzysztof Pieczynski, nel ruolo di Andrej, padre del protagonista, si è svolta questa mattina la prioiezione dell’ultimo lungometraggio in concorso: Suicide Room. Il film affronta il tema scottante della mancanza di dialogo in famiglia e del rinchiundersi di molti adolescenti in un mondo virtuale, escludendo qualsiasi contatto con la realtà esterna e arrivando all’estremo atto conclusivo del suicidio. Protagonista della vicenda è Dominik, figlio di una coppia, Beata e Andrej, che ha basato la propria vita esclusivamente sull’ambizione e sulla ricerca del successo. Dominik è un ragazzo come tanti, frequenta il liceo e la vicenda si apre quando mancano solo tre mesi alla maturità. Una serie di episodi umilianti sconvolge la vita di questo fragile e sensibile ragazzo che, nella solitudine di una casa sempre vuota e di genitori che anche nelle piccole cose (accompagnare il figlio a scuola ad esempio) delegano ad altri il ruolo educativo, si rifugia nel mondo virtuale di Internet, rifiutandosi di condurre una vita “normale” e rinchiudendosi nella sua stanza. Unico contatto la rete dove, nascosto dietro a uno pseudonimo, fa la conoscenza di Sylvia, una ragazza che, confidandogli di volersi togliere la vita, lo fa entrare in una chat chiamata “suicide room”, creata per persone con tendenze distruttive e autolesionitiche. Da qui la discesa del ragazzo nel baratro della disperazione e dell’annichilimento.
Il film fa venire in mente il saggio molto famoso di Galimberti:”L’ospite inquietante” che affronta il tema del malessere e della solitudine giovanile in un mondo frenetico che non sembra offrire un futuro ai giovani, ed è dominato da adulti spaventati e incapaci di trasmettere ai ragazzi autorevolezza e positività. Nel giudicare il film la giuria è apparsa divisa: molti hanno apprezzato il film altri lo hanno detestato. Da un punto di vista artistico il film è caratterizzato dall’inserimento di molte scene di animazione virtuale, per realizzate 20 minuti di scene il regista ha lavorato per diciotto mesi con un gruppo di ragazzi specializzati. Una frase del film sintetizza secondo noi il senso profondo di questo lungometraggio: “Mondo chiuso, ferite aperte”.

 

PRIMO COMUNICATO STAMPA

 

Noi, Link fra Pujati e Giffoni

 

Una chiamata improvvisa in presidenza, otto ragazzi davanti agli organizzatori di un'esperienza tanto emozionante, quanto unica: partecipare come giurati alla Mostra del Cinema per Ragazzi più importante e spettacolare del mondo; un evento organizzato da Claudio Gubitosi e dal suo staff,  a Giffoni, città in provincia di Salerno che, dal 12 al 21 Luglio, diventerà capitale mondiale del cinema per ragazzi.

Un grande compito dunque ci attende, ad esso abbiamo cercato di prepararci al meglio, attraverso una serie di incontri pomeridiani di approfondimento e studio del mondo del cinema, nelle sue componenti peculiari e nelle sue più svariate forme artistiche.

Ma non basta, l' avvicinarsi dell'ormai prossima partenza per “L'isola che c'è”, ci ha portati, in data 10 giugno, al nostro primo (seppur breve) incontro ufficiale con coloro che hanno patrocinato e sponsorizzato il progetto e che ci accompagneranno e assisteranno, a Giffoni. Erano presenti i signori Polesello, di ARREX Le cucine, sponsor dell’iniziativa, l'assessore Sabato e la signora Perin, rappresentanti dell'Amministrazione Comunale, patrocinante del gemellaggio con Giffoni, la nostra Dirigente scolastica, Annamaria Pascale e la prof.ssa. Bolzonello, coordinatrice dei ragazzi.

Dopo una prima presentazione, scambio delle e-mail e di alcuni dati,  sono stati illustrati  i punti organizzativi fondamentali del nostro viaggio. Partiremo infatti nella mattinata di domenica 10 luglio dall' aeroporto di Venezia e dopo circa un'ora di volo verremo condotti con un pullman nelle case di coloro che ci ospiteranno: durante la nostra permanenza vivremo infatti con ragazzi e  famiglie del luogo, delle quali conosceremo cultura e tradizioni, in uno scambio arricchente e stimolante per  rappresenta “il valore aggiunto” dell’iniziativa.

A tal proposito non sono mancate le giuste raccomandazioni della nostra Preside, A.Pascale, che ci ha ricordato che noi ragazzi siamo stati scelti non solo per rappresentare il nostro Liceo, ma anche il nostro territorio.

Ma come sarà una giornata tipo al Festival?

Potremo assistere all'anteprima mondiale della seconda parte di “Harry Potter e i doni della morte” e del nuovo film di Jim Carry “I pinguini del Signor Popper”.

Durante le mattinate saremo chiamati a giudicare i vari film proposti: si tratterà di  sette lungometraggi e sei cortometraggi inediti; nel pomeriggio, invece, sono previsti incontri e dibattiti con famosi attori, personaggi dello spettacolo o autorità. Alla sera, infine,  potremo partecipare a concerti e animazioni varie.

Il filo conduttore del Giffoni Film Festival 2011 sarà LINK, una parola inglese entrata prepotentemente nel nostro linguaggio e scelta  anche come titolo di questo primo comunicato: essa sta ad indicare il nostro essere tutti uniti da fili più o meno visibili, parte di un mondo globalizzato, nel quale tutti, però, ci sentiamo cittadini a pieno titolo.

Tappa successiva alla riunione in presidenza è stato l'incontro di giovedì 16 giugno,  nello showroom  di ARREX, a Sacile, dove  abbiamo ricevuto un kit da viaggio, davvero all’altezza di “gente connessa”, pronta a partire e infilare in valigia i propri sogni, le proprie attese, la propria identità, ma soprattutto la  voglia di incontrare nuovi amici e fare nuove esperienze. .

Infine, anticipando che stiamo già lavorando per documentarvi e riportarvi al meglio la nostra esperienza,  chiudiamo questo pezzo con la  celebre frase di Galileo Galilei, adottata da Giffoni 2011: “Le cose sono unite da legami invisibili, non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella.”

Alla prossima puntata!!!    Alice Baita, Alberta Gava, Fabio Huki, Kevin Miglioranza, Giada Marchesin, Federica Piccirilli, Polesello Luigi, Lucia Tomè.