Giffoni protagonista al Sacile Film Festival
Il prezioso contributo del vice-direttore Manlio, della webmaster Simona e di Gianvincenzo, membro della direzione artistica
Solo pochi eletti riescono a prevedere il futuro. Esistono però persone, poche a dire la verità, a cui riesce di plasmarlo. E come mediante un tocco magico, scrivono un libro partendo da un sogno ed un foglio bianco. Io, in questi giorni, sono stato così fortunato da conoscerne qualcuna. E mentre cala trionfalmente, in un tripudio di luci e suoni, il sipario su questo primo Sacile Film Festival, sento che la gente farà fatica a riassuefarsi alla monotonia della routine quotidiana. Quel che è certo, però, è che ci sarà impossibile colmare quel vuoto provocato dentro di noi, incastonato lì da qualche parte in fondo all’anima, dalla fine di questa meravigliosa esperienza. Emozioni, immagini, musiche, atmosfere; copiosi ricordi che resteranno scolpiti, per sempre, nella memoria collettiva di una città e di tutti coloro che vi hanno partecipato.
Tutto questo rappresenta il corollario di un Festival che ha letteralmente travalicato le aspettative della vigilia, mostrandosi in tutta la sua bellezza contagiosa e peculiarità assimilabili a quelle dei grandi eventi. Un emblema della manifestazione, nonché condizione sine qua non l’evento non avrebbe potuto decollare, prende corpo nella persona di Manlio Castagna, regista e vice-direttore in quel di Giffoni. Manlio è magistralmente riuscito, coadiuvato dal prezioso e mirato apporto di Gianvincenzo Nastasi e Simona Falcone, a far confluire nel Festival di Sacile tutti quei risvolti che maggiormente connotano la famosa rassegna cinematografica salernitana, e che le conferiscono lustro e fama mondiale.
Accortamente è stata infatti coltivata quell’atmosfera propedeutica ai fini di un giudizio critico e partecipato; asserendo con convinzione il concetto secondo il quale ogni ragazzo dovrebbe essere protagonista delle proprie idee e dei propri sogni. Senza essere, per questo, soggetto ad alcun tipo di filtri o pregiudizi. Inoltre, insita a questo Festival, è stata riproposta un’aleatoria ma ambiziosa realtà. Quella per la quale il cinema non venga relegato a mero strumento di intrattenimento. Ma a cui venga, invece, riconosciuta una tangibile capacità introspettiva, sociale e comunicativa. Un cinema, insomma, che induca a riflettere in una duplice dimensione: personale e collettiva. Sapendo sì emozionare la platea, ma al contempo stimolarne la creatività e lo spirito critico. Scintillante perla conclusiva, posta a suggellare il coronamento di questa proficua prima edizione del Sacile Film Festival, è rappresentata dalla realizzazione ad hoc di un cortometraggio per la manifestazione. Intitolata “La Vittoria Più Grande”, l’opera affronta le tematiche concernenti l’abuso di stupefacenti nel mondo giovanile. Una volta di più, vi spicca lampante il decisivo apporto fornito dall’operato dello staff di Giffoni. Evidenziandosi nella misura con cui sono pazientemente riusciti ad incentivare, coltivare e valorizzare l’entusiastica partecipazione dei ragazzi delle scuole sacilesi. E con Manlio e Gianvincenzo a dirigere le operazioni da dietro la cinepresa, coadiuvati dal prezioso contributo di Simona per la sceneggiatura, il montaggio e la scelta della colonna sonora, gli applausi non possono che scaturire meritati, spontanei, e scrosciare copiosi! Riesce quindi difficile immaginare, alla luce di quanto dato a questa città con la loro presenza ed impegno costante, un Sacile Film Festival senza di loro. Avendone Manlio, Gianvincenzo e Simona, ognuno nei rispettivi ruoli di competenza, impersonato lo straripante spirito e l’essenza. Realizzando, a partire da un’ambiziosa idea, molto più affine a un dolcissimo sogno, una splendida e concreta realtà giovane. Una realtà, quella del Festival a Sacile, di cui possiamo andare, a buon titolo, fieri ed orgogliosi. Consci che le parole non saranno mai sufficienti né per descriverla né per ringraziare, conferendo onore al merito, i fautori di questa neonata rassegna cinematografica. Ed è per questo, oltre che per avermi insegnato a credere nella bellezza dei propri sogni, che unisco la mia personale gratitudine a quella di un’intera città e di tanti, tante ragazze e ragazzi. Nella trepidante attesa, e viva speranza, di poter ricominciare tutto d’accapo il prossimo anno.
Grazie per tutto, Manlio, Simona e Gianvincenzo!
Francesco Amadio
IL FESTIVAL ARRIVA!
Il SACILE FILM FESTIVAL di gennaio è ormai alle porte e “saltano fuori” le aspettative dei ragazzi.
"Tutti dicono che i giovani sono il futuro, ma non è vero: i giovani sono anche e soprattutto il presente!"
L’intento di questo articolo è di riunire i pensieri, le emozioni, le sensazioni che poco più di venti ragazzi degli istituti Pujati e Marchesini, hanno percepito nei giorni in cui la troupe di Giffoni è giunta a Sacile per girare il cortometraggio, basato sul soggetto ideato dalla classe 3G linguistico. Le frasi più poetiche, i messaggi che permettono di cogliere all’istante ciò che il cast ha provato, sono citazioni, colte dai ricordi che quest’esperienza ha lasciato ad ognuno di noi.
La frase iniziale è stata pronunciata alla conferenza stampa un attimo prima degli addii, ma per noi studenti è stato il momento in cui staccare la spina dai giorni delle riprese, dal sentirsi parte di un progetto più grande della realtà scolastica abitudinale, dall’essere il presente, ha consolidato il senso di appartenenza alla società, ci ha reso volenterosi di rendere il lavoro un’opera significativa nel territorio che ci vede protagonisti; quindi sentirsi definire presente, e poi staccare la spina, ha dato inizio all’impegno più importante per il progetto sostenuto da Arrex : il SACILE FILM FESTIVAL.
“Verso la stazione che ci riporta a casa. Ma casa é il nome che si dà ai posti dove ti senti felice. E Sacile ora é un po' casa nostra”
Il primo aforisma(oserei dire) che la troupe ci ha lasciato ha ricordato che il paese dove ogni giorno ci ritroviamo, in cui qualche ragazzo ha la fortuna di abitare, è una splendida cittadina dalla bellezza nascosta da un’Italia in crisi, un paese a cui deve essere resa giustizia. Queste parole, insieme alla felicità che è stata dimostrata durante le riprese, e agli occhi traditi da qualche lacrima nei saluti finali, hanno permesso che l’esperienza soggettiva diventasse realtà, che l’aria intrisa di cinema potesse diventare indimenticabile.
“Il cinema andrebbe insegnato in ogni scuola! Oggi a Sacile ho visto più di 50 ragazzi/e emozionarsi ed emozionare al casting per il corto.” “Storica” questa frase di Manlio…
e già dal primo incontro vengono catturate le prime, forti emozioni, con questo mondo particolare, pieno di fantasia, di mistero, di attrazione, che è il cinema. Emozioni incontrollate che sono state provocate dalla magica atmosfera del festival di Giffoni, arrivato in parte fino a Sacile.
Girare il cortometraggio ha stimolato in tutti noi la voglia di crescere, di formarci anche attraverso vie diverse.
Il desiderio di ritrovare ancora quello stesso entusiasmo, di vedere cosa il SACILE FILM FESTIVAL riesce a trasmettere ad una comunità, ma soprattutto ai nostri amici, i primi che abbiamo visto mettersi in gioco con entusiasmo scrivendo trenta storie per questo progetto. Queste giornate sono state infine “azzardi particolarmente gravi” da attribuire a tutte le persone, a tutti gli adulti che hanno “sognato con noi” questo evento, permesso di esprimerci.
Manlio K, GianVi e la Simo(i tre operatori venuti da Salerno) sono ciò che in assoluto ci manca di più.
Attingendo dalla loro esperienza e dall’ energia/passione che contraddistingue il loro modo di “condivivere” il lavoro, sono diventati l’elemento catalizzatore di quel mix di esperienze, entusiasmo, emozioni che eravamo noi ragazzi davanti alla macchina da presa. Diventati degli idoli tra noi ragazzi, hanno permesso di raggiungere l’ obiettivo di farci sentire “in uno stato di grazia”.
L’intento profondo dell’ esperienza del corto è stato però quello di far passare “di sguardo in sguardo” queste emozioni sinceramente indescrivibili, di trasferirle ad un’intera scolaresca, qui a Sacile. Insomma portare oltre 600 studenti a provare per interi giorni una felicità diversa, una palpitazione ed attesa che rende ogni attimo bello , vissuto in pienezza con gli altri e questa sarà la nostra “VITTORIA PIÚ GRANDE”.
Aurelio e il gruppo Cinema
DIETRO LE QUINTE DEL CORTOMETRAGGIO
Com’è vedere rappresentato su grande schermo un cortometraggio la cui trama la si ha scritta con le proprie mani?
Beh, che dire, noi della 3G linguistico lo sappiamo. E’come vedere il tuo film preferito per la seconda volta: sai già quello che succederà, magari hai anche imparato qualche battuta a memoria, ma scopri sempre qualcosa di nuovo, finirà sempre per sorprenderti.
Ad essere sincere non sapevamo cosa aspettarci, e come degli “artisti alle prime armi” eravamo molto gelosi del nostro lavoro ed eravamo contrari ad ogni modifica che potesse essere apportata. Ma le nostre paure si sono dissolte quando abbiamo visto che – ed è stata dura ammetterlo – forse non erano solo delle modifiche necessarie, ma hanno anche reso il messaggio del cortometraggio più forte. C’è sempre una scelta, un’altra strada che si può seguire, anche se ci appare la più difficile. Bisogna cercare di non lasciarsi condizionare dalle altre persone, nemmeno dagli amici, e pensare e scegliere la strada giusta per se stessi e non per gli altri.
Come tutti quelli che scrivono o leggono un libro e se lo proiettano nella mente, noi due che abbiamo steso l’idea della classe nero su bianco, allo stesso modo ci siamo immaginate una Valentina, una Katia, una Sabrina e così via. E dobbiamo proprio dire che molti degli attori impersonavano alla perfezione questa idea che c’eravamo fatte.
Siamo rimaste anche soddisfatte delle sceneggiature, soprattutto quelle iniziali, che mostravano Sacile come una piccola Venezia, accompagnata da delle note di pianoforte che creavano un’atmosfera malinconica.
L’unica cosa che dobbiamo ammettere ha un po’ ferito il nostro orgoglio è stato il fatto di non essere stati considerati come gli attori, ma si sa da sempre che questi ultimi sono quelli solitamente più amatai dal pubblico. La colpa però è forse anche un po’nostra, dovevamo metterci di più in gioco.
Chiusa questa breva parentesi, ci tenevamo a dire che questo progetto è piaciuto alla classe fin dall’inizio e nonostante pensassimo di avere poche speranze di vincere, alla fine la nostra ci è sembrata a maggior ragione “la vittoria più grande”.
Miriam Bando & Alice Naressi.
(La Bando e la Naress).
| Allegati | Dimensione |
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| Amadio - Giffoni protagonista al SFF | 36.13 KB |
| čača - Il Festival arriva | 107.79 KB |
| DIETRO LE QUINTE DEL CORTOMETRAGGIO | 32.03 KB |